Ti copio una risposta esaustiva di un medico di medicitalia per lo stesso quesito. È un po' tecnica lo so... se hai bisogno di chiarimenti dimmi pure che provo a darteli
"La bergamottina, contenuta nel pompelmo e nel bergamotto, è un potente competitore ed inibitore metabolico dell'isoforma 3A4 del citocromo P450 epatico; questo citocromo è, in breve, un complesso di enzimi del fegato che sovrintende al metabolismo della stragrande maggioranza delle sostanze introdotte nell'organismo.
La bergamottina agendo da competitore rende meno disponibile il citocromo per le molecole di farmaco, mentre come inibitore diminuisce la produzione degli enzimi a livello epatico. Il farmaco non viene così metabolizzato e non esprime il suo effetto.
È importante sottolineare però che le interazioni negative con i farmaci del succo di pompelmo o del tè al bergamotto si mostrano quando esso viene consumato in grandi quantità, cosa che in Italia è estremamente infrequente: 1-2 bicchieri al giorno non sono in grado di modificare in modo consistente l'effetto di un farmaco.
Nel suo caso, ovviamente, non esiste alcun pericolo!"